Casi di Covid -19 a Roccella Jonica. Bollettino dell’8 novembre 2020

A partire da oggi il Comune emetterà entro le ore 20.00 di ogni sera un bollettino che riporta in sintesi i numeri della diffusione della pandemia da COVID-19 a Roccella. Lo facciamo nella certezza che una continua informazione ai cittadini sia quantomai necessaria in questo momento. E’ opportuno ancora una volta rimarcare il fatto che l’Amministrazione Comunale, superando i limiti dettati dalla attuale normativa di riferimento nazionale, vista la difficoltà delle autorità sanitarie a garantire il giusto presidio delle procedure di tracciamento dei casi di COVID-19 e dei relativi contatti, a maggiore tutela dei cittadini ha inteso intervenire esercitando le proprie prerogative e disponendo provvedimenti di isolamento o di quarantena per i casi di positività al COVID riscontrati a seguito di tampone rapido. Si tratta di una forte assunzione di responsabilità che abbiamo ritenuto necessaria in questo momento. A nostra notizia non c’è alcun altro comune che in Calabria (ma crediamo anche fuori) si sia mosso in tal senso per cercare di contrastare al meglio la diffusione del virus tra la propria popolazione. Vogliamo anche ribadire che aver contratto il virus non può preoccupare in relazione a possibili stigmatizzazioni sociali del tutto ingiustificate e che combatteremo con ogni forza. Chi viene a conoscenza di aver contratto il virus con il risultato del tampone rapido deve comunicarlo al proprio medico. Deve farlo come dovere civico, perché così facendo aiuta ad impedire l’ulteriore diffusione della pandemia. Nella giornata di ieri abbiamo anche preso una decisione molto importante. Due soggetti risultati positivi al tampone rapido che hanno coscientemente avvisato il proprio medico ricoprono la qualifica di insegnanti in due plessi scolastici di Roccella. Le norme di riferimento in questi casi non impongono alcuna profilassi di sanificazione, che scatta solo nel caso di conferma della positività al tampone molecolare. Tuttavia abbiamo deciso di procedere alla sanificazione straordinaria dei locali a cura del Comune (la sanificazione in caso di positività accertata da tampone molecolare sarebbe a carico della scuola). Domani, in accordo con la Dirigente, provvederemo a identificare i contatti stretti per disporre i provvedimenti di quarantena. Ricordo che per tale si intende solo chi ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti o chi si è trovato in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni) con un caso di COVID-19, in assenza di mascherina. Alcuni genitori del plesso scolastico di via Carrera chiedono di procedere alla chiusura e alla sanificazione anche di quel plesso. Crediamo fondamentale in questo momento seguire procedure certe e non saltuarie, pena la possibilità di una escalation di provvedimenti precauzionali che porterebbe alla implosione del sistema messo in piedi. Perché è evidente che se i provvedimenti assunti non hanno alcun fondamento giuridico né logico, gli stessi saranno presto travolti. Non c’è alcun motivo valido per assumere la necessità della sanificazione del plesso di via Carrera, al cui interno non opera nessun soggetto segnalato dal Medico curante come caso probabile di COVID. Né è plausibile pensare che vi siano presso quella struttura soggetti qualificabili come contatti stretti del caso rilevato presso il plesso di via XXV Aprile. Che vi sia, cioè chi è rimasto in stanza con il caso in questione senza mascherina o che si sia trovato faccia a faccia con lo stesso ad una distanza inferiore di 2 metri per più di 15 minuti. Ed è il caso di chiarire che anche l’eventuale presenza di un contatto di un caso (peraltro non ancora accertato) non consente l’assunzione di alcun provvedimento di chiusura e sanificazione. Questo perché ogni provvedimento che abbia valenza generale su tutti non può che essere legato alla effettiva presenza di un caso di COVID e non al remoto sospetto che vi possano essere casi di COVID. Ragionando diversamente, facendoci cioè guidare dal sospetto e dalla possibilità, saremo chiamati ad assumere provvedimenti di chiusura delle scuole continuativi e questo ovviamente è un provvedimento generale che nessun Sindaco può assumere. Faccio un esempio. Se un genitore di un bambino che frequenta la scuola di via Carrera fosse positivo al COVID, secondo la logica del sospetto, essendo possibile che il figlio abbia potuto prendere il virus e trasmetterlo ai compagni che a loro volta avranno potuto trasmetterlo alle insegnanti, dovremmo chiudere la scuola e mettere in quarantena 40 persone. Invece no, perché la presenza di un contatto di un caso di COVID non giustifica provvedimenti di questa natura che in nessuna parte d’Italia sono stati mai assunti. E’ il momento di avere saldi i nervi, come abbiamo detto. Nel pieno rispetto delle preoccupazioni manifestate dai genitori non possiamo in alcun modo non seguire protocolli che già oggi a Roccella sono maggiormente tutelanti per i cittadini rispetto a quanto prescritto dalle autorità nazionali. Monitoreremo costantemente gli sviluppi dei due casi e ove si dovessero riscontrare altri casi di positività tra gli insegnanti, tra gli alunni o tra il personale ATA ci muoveremo di conseguenza. Sappiamo che il virus è tra noi e i casi di positività sono con ogni probabilità ancora di più di quelli venuti fuori fino ad oggi. Ma non possiamo che agire con raziocinio e senza farci prendere dal panico che fa fare scelte irrazionali e con effetti che potrebbero essere irrimediabili per la tenuta del sistema messo in piedi. Il Sindaco Dott. Vittorio Zito

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